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Vincenzo Carrese, da Castellammare a Milano nel 1927 per fondare la Publifoto

di Luca Sorbo *

Non di rado il talento dei Campani trova la sua piena realizzazione lontano dalla terra d’origine. Questo è sicuramente il caso, poco noto, di Vincenzo Carrese che nel 1927, a soli diciassette anni, si trasferisce a Milano e nel 1936 fonda la Publifoto, la più importante agenzia fotogiornalistica italiana.

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Nato a Castellammare di Stabia nel 1910, decide di andare nel capoluogo lombardo per raggiungere lo zio Fernando D’Amora che era il direttore de La domenica del Corriere. Questi subito gli suggerisce di non occuparsi del giornalismo di penna, ma di studiare l’inglese e di dedicarsi alla fotografia, che sarebbe diventata essenziale per i giornali. Diviene rappresentante per l’Italia della Wide World Photos, che era l’agenzia fotografica del New York Times, e distribuisce le immagini che arrivano dagli Stati Uniti. Oltre questo comincia ad inviare in America le immagini dell’Italia, coinvolgendo alcuni dei migliori fotografi attivi in quegli anni.

Nel 1934 Aldo Borrelli, direttore del Corriere della Sera, gli chiede di occuparsi del servizio fotografico del giornale. Ricordiamo che in questi anni la comunicazione era gestita dal Ministero della Cultura Popolare che utilizzava le foto

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dell’Istituto Luce di Roma. Nel 1936 dà come nome alla sua agenzia quello di Publifoto, che significava fotografie da pubblicare, ed apre anche una filiale a Roma con la direzione del fratello Carlo.

I suoi collaboratori a Milano sono Tino Petrelli, Fedele Toscani e Peppino Giovi.
Nel 1943 l’archivio ed il laboratorio di via Solferino furono bombardati e la Publifoto fu obbligata a sospendere la sua attività.

Nel dopoguerra, dopo una breve collaborazione con L’Unità, riprende il suo ruolo per il Corriere della Sera ed apre filiali a Torino, Napoli, Genova e Palermo.

Nel 1947 lascia il Corriere della Sera per lavorare con L’Europeo, che era stato fondato da Arrigo Benedetti, ed avvia anche una collaborazione con l’agenzia ANSA secondo la formula “Ansa informa, Publifoto fotografa, Ansa distribuisce”.

Nel 1956 ha l’appalto del servizio fotografico del nuovo quotidiano Il Giorno. L’agenzia in questi anni ha 27 fotografi e 105 dipendenti. È una delle più importanti agenzie a livello internazionale.

Nel 1962, a seguito della morte di Enrico Mattei, interrompe la collaborazione con Il Giorno e fonda una sezione della Publifoto che si occuperà del settore commerciale e pubblicitario.

Nel 1972 cede i laboratori e le attrezzature e decide di occuparsi solo dell’archivio e della promozione dell’attività del fotogiornalista fondando il Gadef (Gruppo Aziende, distributori e fotoreporter).

Muore la notte tra il 17 ed il 18 ottobre del 1981.

(*) esperto in storia e tecnica della fotografia
già docente Accademia di Belle Arti

Le Foto

  • “Napoli febbraio 1960 – Demolizione della vecchia stazione.”
  • “Napoli 23-10-1957 – La famiglia Moccardo attende la grazia per la madre dal Presidente Gronchi. Concetta Moccardo, contrabbandiera di Sigarette, non è stata mai arrestata per la nascita di uno dei figli, verificatasi ogni volta che doveva essere arrestata.”
    Sul retro della foto in cui c’è il timbro della Publifoto Napoli c’è la didascalia completa della foto verticale in cui la famiglia di una contrabbandiera chiede la grazia al Presidente Gronchi.

Le foto sono state concesse dallo CSAC di Parma.

(Le informazioni riportate sono tratte da una biografia di Giovanna Calvenzi pubblicata a pag.90 del libro FOTOGRAFIA E FOTOGRAFI A MILANO DALL’OTTOCENTO AD OGGI).

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